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lunedì 15 febbraio 2010

20 FEBBRAIO - Costruiamo il Futuro anche in Regione

Care Amiche, Cari Amici,
Vi Invitiamo Sabato 20 Febbraio alle ore 17.30
presso HOTEL SAVOIA REGENCY Via del Pilastro, 2 - 40013 Bologna

COSTRUIAMO IL FUTURO ANCHE IN REGIONE.
Il caso Bologna e il crollo del potere rosso.



INTERVERRANNO

On. Fabio GARAGNANI
Deputato del Popolo della Libertà

Sen. Filippo BERSELLI
Senatore del Popolo della Libertà

On. Anna Maria BERNINI
Candidata alla Presidenza della Regione Emilia-Romagna per il Popolo della Libertà

Avvocato Galeazzo BIGNAMI
Candidato al Cosiglio della Regione Emilia Romagna per il Popolo della Libertà

Sen. Maurizio GASPARRI
Senatore del Popolo della Libertà



sabato 30 gennaio 2010

" NON c'è Delbono a Bologna!"

E così dopo solo sei mesi il nostro ormai ex sindaco Flavio Delbono ci ha lasciato, peraltro con un’uscita di scena per altro ingloriosa. Ma con questo avvenimento c’è la speranza che in Emilia Romagna qualcosa inizi a cambiare perché il “caso Delbono” di positivo può portare la definitiva caduta del mito del “modello emiliano” ovvero quel modello di perfetta amministrazione pubblica che la sinistra ha cercato di propinarci per più di 50 anni.
Non per niente oltre al caso cittadino del dimissionario sindaco di Bologna, nel resto della nostra Regione stanno emergendo altri casi di malgoverno, come il caso degli appalti truccati a Ferrara per la costruzione dell’ospedale Cona, oppure il buco di bilancio pari a 50 milioni di euro della sanità di Forlì.
Di chi è la colpa de non della giunta che governato la nostra regione per ben 15 anni, e del presidente Vasco Errani che si ricandida quest’anno per il suo quarto mandato?
Gli effetti del sistema clientelare e malato del governo di sinistra si percepiscono anche nella nostra realtà quotidiana ancora di più nel nostro Quartiere di San Donato, da anni vittima di una giunta di sinistra. Ne risente il nostro paesaggio urbano, il nostro sistema di infrastrutture, per non parlare dei danni inflitti al commercio e soprattutto ai cittadini della zona.
Da anni San Donato è stato dimenticato dalle giunte comunali (con la connivenza di quelle di quartiere) perché si riteneva un pozzo di voti sicuri, che non richiedeva particolari investimenti. Ma è ora di dire basta alla mala gestione della sinistra e di cambiare pagina non solo nella nostra Bologna, vittima di cinque anni di giunta Cofferati e di sei mesi di immobilismo di Delbono, ma anche del nostro Quartiere!
Vieni anche tu ai nostri banchetti per dare solidarietà al Popolo della Libertà e a firmare per le sue proposte, e a per dire anche “Io Ci Sono” per salvare Bologna!

giovedì 21 gennaio 2010

Percorso partecipato?

Ci si aspetta che un’istituzione eletta dai cittadini quei cittadini poi li ascolti. Ci si aspetta, se probabilmente le cose fossero come devono essere e non come sono.
Assistiamo in questi giorni all’ennesima dimostrazione del menefreghismo degli organi di governo nei confronti della cittadinanza, anche quando questi organi per effetto del decentramento dovrebbero essere quelli più vicini al cittadino.
È ormai da qualche annetto che sono stati iniziati i lavori in Via Garavaglia, per la chiusura della strada a favore dell’apertura, invece, di un giardino pubblico e di un’area pedonale. Il progetto doveva essere accompagnato da un Percorso Partecipato, che nonostante mille difficoltà e prevaricazioni era riuscito a esprimere il parere della necessità di lasciare la strada così com’era per evitare sostanziali modifiche al tratto della zona, anche in previsione dei prossimi lavori in via Ferravilla e via Andreini. La strada di Via Garavaglia, infatti, è uno dei pochi sbocchi da via S.Donato in direzione della Fiera.
Ma, se preferite, lasciamo questi discorsi al Piano Generale del Traffico Urbano.
Il Quartiere, anche in seguito al parere della cittadinanza ha comunque deciso di riqualificare l’area di S.Donato con il progetto Bella Fuori, in alternativa alle altre scelte che aveva, per dirne una per tutte: il completamento dei lavori del Campo Savena in Via Mondo, che vanno avanti dal 2004., anziché un progetto che riduce l’area verde quasi del 10%.
Da allora si è costituito un comitato contro la chiusura della strada, e questo comitato a più volte richiesto, a partire dalla prima metà del 2008, un consiglio di Quartiere aperto sul tema, in cui i cittadini potessero esprime la loro opinione e il Quartiere prenderne atto e, magari, ritornare sulle proprie scelte.
Il Consiglio aperto si terrà oggi, giovedì 21 gennaio 2010, praticamente 2 anni dopo essere stato richiesto per la prima volta.
Al di là della personale opinione che ognuno di noi ha su questo progetto, ciò che lascia interdetti è la totale assenza di interesse che questa giunta circoscrizionale per il parere dei suoi elettori! Ma non si può andare avanti a sperare che la gente non si accorga di questa completa mancanza di rispetto, anzi forse qualche messaggio in questo senso è già arrivato, visto che questa il Centro Sinistra ha perso in una delle sue roccaforti, rispetto alle scorse elezioni, ben l’8,8%.

giovedì 14 gennaio 2010

Banchetti

Di seguito l'elenco delle prossime date e i luoghi dove potrete trovare il banchetto del PdL San Donato, nel quale distribuiremo materiale informativo, raccoglieremo firme per petizioni o a sostegno del Popolo della Libertà.

Siamo disponibili anche per ascoltare i problemi relativi alla vivibilità del Quartiere, per raccogliere segnalazioni di degrado o per darvi informazioni generiche di politica bolognese.


- Sabato 16 Gennaio 2010 in Via L.Pirandello, p.sso il Centro Commerciale dalle ore 9 alle ore 13

- Sabato 23 Gennaio 2010 in Via del Lavoro, presso i Supermercati emiliani dalle ore 9 alle ore 13; e in Via Salvini angolo via Zacconi dalle ore 9 alle ore 13.

-Sabato 30 Gennaio 2010 in Via S. Donato angolo via Zagabria dalle ore 9 alle ore 13; e in via Pirandello presso il Centro Commerciale dalle ore 9 alle ore 13

- Giovedì 4 Febbraio 2010 in via del Lavoro presso i Supermercati Emiliani dalle ore 9 alle ore 13.


Per informazioni contattare: 3395446579 (Maria Runa Bignami, Consigliere Circoscrizionale quartiere San Donato)


sabato 23 maggio 2009

Opuscolo "COME SI VOTA"

Opuscolo illustrativo sulle modalità di voto per le elezioni del 6-7 Giugno.

-Scheda BLU: Elezioni Sindaco e Rinnovo Consiglio Comunale.
-Scheda ROSA: Rinnovo Consiglio Circoscrizionale o di Quartiere.
-Scheda MARRONE: Elezioni Deputati per il Parlamento Europeo.
-Scheda GIALLA: Elezioni Presiente della Provincia e Rinnovo Consiglio Provinciale.

(cliccare sull'immagine per visualizzarla meglio)

Video "Come si vota" per il Quartiere San Donato:

http://www.youtube.com/watch?v=hNnMI8Cyvs0

lunedì 4 maggio 2009

Una città nella città: Il Pilastro.

Spesso mi sono posto una domanda: ma il Pilastro è San Donato?
La risposta sarebbe palese se la domanda fosse un’ingenua curiosità, ma non lo è, e la curiosità è scoprire quanto dei problemi che affliggono il ben noto complesso edilizio, sono gli stessi del quartiere dove opero ormai da tempo.
In verità già la collocazione del ben noto “Virgolone”, al di là della tangenziale, lo estrania dal contesto cittadino bolognese, scelta fatta con il progetto architettonico originale che lo voleva indipendente dal resto della città, e difatti c’è una chiesa, scuole, uno dei primi centri commerciali bolognesi con l’effetto di una “città nella città”. Adesso noi lo vediamo come un fallimento architettonico mondiale, ma di certo in questi 40 anni, da quando cioè fu terminato l’intero progetto, non è stato fatto molto per cambiare le cose e ridurre l’isolamento.
Il tema del degrado e del rinnovamento strutturale sono temi centrali, combattere il primo e investire nel secondo per molti anni è significato solo popolare gli appartamenti, poiché dove ci sono molte persone c’è sviluppo economico, e con il tempo la sensazione di abbandono ed isolamento prima o poi svanisce.
Di questo quanto stato? In questi due anni di banchetti in via Pirandello le persone con cui si scambia due chiacchiere più volte ci parlano di quanto è peggiorato la questione sicurezza: zingari ed extracomunitari, alcuni addirittura irregolari, spopolano un po’ ovunque. Li si trova nel giardino vicino al chiosco dei gelati in via Pirandello dove hanno costruito una baracca, e sono in tutte le roulette o camper che a decine gironzolano per le strade. E quando si fermano lì al supermercato infastidiscono pure no. Oppure, meglio ancora, sono in appartamenti “regalati” dal quartiere. Ma il quartiere cosa fa? Progetta box per cavalli dal costo improponibile oppure concede a non si sa bene chi un locale all’interno del centro commerciale, senza nemmeno chiedere affitto o controllare le attività che vi si svolgono. Probabilmente lo spazio ricreativo è l’ideale per fumare e bere, e lì l’unico fastidio è il rumore delle macchine che gonfiano i giochi per bambini lì davanti, tanto da chiedere al gestore di spegnerle.
Ma in fondo, viene da dirsi che questi problemi li vediamo solo noi; perché noi siamo i soliti arroganti politici di destra che si lamentano di tutto e fanno apparire il degrado e l’insicurezza ovunque. La realtà è che dovremmo chiederci come ha fatto una signora poco tempo fa: “Ma questo degrado dov’è?”

mercoledì 15 aprile 2009

Con Cazzola. Per far vincere Bologna.

La scelta del Popolo delle Libertà di sostenere la candidatura di Alfredo Cazzola tiene evidentemente conto degli spiccati elementi di civicità che questa reca in sé. Una civicità che tuttavia si contraddistingue dalle precedenti esperienze per la forte determinazione che Cazzola sta dimostrando sia in fase di elaborazione del programma, sia di valutazione delle precedenti esperienze amministrative.

Se l'esperienza civica guazzalochiana era ed è caratterizzata dal verbo "continuare", magari recuperando i pochi elementi di qualità delle precedenti amministrazioni PCI-PDS-DS-PD, Cazzola pare capace di interpretare con maggior vigore quella volontà di rinnovamento e di cambiamento che il Popolo delle Libertà da tempo persegue.
Un rinnovamento divenuto indispensabile dopo i cinque anni appena trascorsi che hanno condotto Bologna ad un punto che non esito a definire di "non ritorno". Il candidato in incognito del PD Flavio Del Bono non intende in alcuna maniera condannare la malagestione di Cofferati e compagni, di cui anzi rivendica fieramente il ruolo di continuatore: d'altronde, a ben pensare, anche se cercasse di presentarsi come un elemento di novità, risulterebbe davvero difficile risultare convincenti. Già assessore al Bilancio con Vitali, è stato arruolato nella Giunta Regionale di Errani sempre come uomo del Bilancio, caratterizzando la propria azione non certo per la sua capacità di ridurre tasse, costi e sprechi. Anzi, si può affermare che ha interpretato il suo ruolo di Assessore alle Finanze con la stessa logica che ispirò in passato Visco e Prodi a livello nazionale: spremere e spendere.
Dare fiducia a Del Bono significherebbe quindi compromettere definitivamente il futuro di Bologna, la quale, come si diceva, dopo cinque anni di cura Cofferati, non può più permettersi il lusso di sbagliare. Il lustro appena trascorso ha rappresentato un dissipamento delle risorse sociali, economiche e produttive che, in mezzo secolo, si erano faticosamente raggranellate. Oggi è necessario tornare a mettere del "fieno in cascina", rimboccandosi le maniche per rilanciare Bologna. Rilanciare, non continuare. Gli altri candidati presenti non paiono infatti intenzionati a denunciare il patto consociativo su cui si è retta la vita amministrativa di Bologna dal dopo guerra ad oggi. Un patto consociativo che venne decenni addietro siglato da PCI e DC e che oggi trova i suoi aventi causa nei nipotini del PD e dell'UDC. Non deve quindi stupire che l'UDC non abbia ancora detto nulla di significativo in ordine alla scelta che opererebbe in caso di ballottaggio tra Cazzola-Del Bono.
Il che spiega pure perché sia divenuto inevitabile l'appoggio del PdL al civico Cazzola. All'obiezione di chi, anche in queste settimane, osserva che il centro destra si presenta diviso in queste elezioni, è doveroso rispondere ricordando come l'UDC a livello nazionale si trovi all'opposizione del Governo Berlusconi e come, in diverse realtà locali, abbia presentato candidati antagonisti al PdL: si pensi a Roma, dove l'UdC sostenne il suo uomo Ciocchetti, rimanendo equidistante poi nel ballottaggio Rutelli/Alemanno; o in Abruzzo, dove ha schierato tal De Laurentiis, sperando inutilmente di fare perdere il PdL; o ancora in Trentino dove l'UdC non ha esitato ad allearsi con Verdi, Di Pietro e PD per sostenere Lorenzo Dellai. Insomma, l'UdC non è centro destra. E' centro e basta. Per questo la scelta di schierare Guazzaloca è scelta legittima, che tuttavia non può essere imputata al PdL il quale non ha colpe se si è andati "divisi".
D'altronde, anche sul piano dei contenuti diventa difficile per il PdL concordare con UdC e PD, forze che paiono essere in assoluta sintonia sia su temi come la sicurezza, che non viene considerata da essi come una priorità, tanto da arrivare a sconfessare il ruolo della Polizia Municipale come strumento di contrasto della criminalità; come su altri temi-simbolo quale, a titolo di esempio, il Rave Party, che ha ricevuto il via libera di Guazzaloca e certamente nessun divieto da Del Bono.
In questo contesto Alfredo Cazzola rappresenta l'unico elemento di novità e l'unico uomo che abbia puntato tutto sui programmi: immaginare e costruire la Bologna del futuro; rivedere il piano delle infrastrutture; puntare sul rilancio economico attingendo e valorizzando le risorse già presenti (Fiera e Università in primis); contrastare con forza i problemi di degrado e di criminalità impegnando direttamente la Polizia Municipale. Sono solo alcuni dei punti del programma di Alfredo Cazzola. Che tuttavia risaltano, tenendo anche conto del silenzio degli altri candidati.
Elementi di programma che vedono il PdL concorde e unito nel sostenere questi progetti, affermando la piena disponibilità a dare realizzazione agli stessi.
Per farlo, tuttavia, è necessario centrare un risultato che pare essere nell'aria, ma che ancora va colto. Ovvero sconfiggere il PD di Cofferati e Del Bono e regalare a Bologna una primavera di speranza. Per fare questo serve l'impegno di tutti noi, attivandosi personalmente con amici, parenti, conoscenti; sfruttando la dimensione da "paesone" che Bologna ancora ha; trasmettendo l'entusiasmo che la candidatura di Alfredo Cazzola suscita non solo e non tanto sul piano delle emozioni, quanto sul piano delle idee e delle cose concrete da fare.
Un appoggio ed un impegno che, se tradotto da tutti noi in fatti concreti, porterà certamente alla vittoria di Bologna e alla conseguente sconfitta del PD.

martedì 3 marzo 2009

Passeggiate per Bologna

Continuano le nostre passeggiate per la sicurezza della nostra città, organizzate in una associazione, nate in un contesta di Alleanza Nazionale, in maniera discreta e senza fare propaganda e pubblicità anche se ogni tanto si aggregano giornalisti.
Vi allego un link di un video girato Martedì 24/02 dove un piccola troupe di giornalisti si è unita alle nostre consuete passeggiate.
Se siete interessati o volete partecipare scrivetemi a mariaruna.bignami@libero.it

http://www.lastefani.it/settimanale/video.php?directory=090226&dirvideo=videoronde

giovedì 15 gennaio 2009

Cazzola candidato Sindaco...


Alfredo Cazzola, ex presidente della Virtus Pallacanestro e del Bologna FC ha ufficializzato la propria candidatura a Sindaco di Bologna, aprendo a tutti coloro che vogliono «un salto di qualità» e «un cambiamento radicale forte del modo in cui affrontare la gestione di una città così importante come la nostra".

Che ne pensate? Manda una mail a mariaruna.bignami@libero.it


giovedì 13 novembre 2008

STOP AL DEGRADO



Da anni il quartiere è in preda al malgoverno delle giunte di sinistra, che hanno lasciato completamente a sé stesse grandi aree, come ad esempio, l'intero Pilastro, ormai luogo inaccessibile per le persone civili. Il quartiere San Donato rivestirebbe sul piano teorico un ruolo di grande importanza, poiché ospita sia i palazzi della Regione Emilia-Romagna sia gli edifici della Fiera di Bologna, che ricordiamo essere una delle maggiori in Italia. Ciò fa pensare non solo all'insufficienza dei servizi nel settore della mobilità e dei trasporti, sia a livello suburbano (uscite della tangenziale e strade mal gestite e mal curate) sia a livello extraurbano (uscite autostradali).Ma ci si dovrebbe anche fermare a riflettere su quale immagine riceve chi ha questo primo approccio alla realtà bolognese: un paesaggio urbano lasciato a se stesso, grandi aree verdi che necessitano di riqualificazione, poiché sono lasciate all'uso, o meglio all'abuso di rom e di drogati che le usano come luogo di spaccio.I grandi viali principali, ricordiamo Viale Aldo Moro e Viale Europa, offrono uno scenario triste, ospitando prostituzione e atteggiamenti del tutto contrari al comune senso del pudore. È tempo che gli abitanti di questo quartiere, che conserva comunque intatto un grande patrimonio di bolognesità, facciano sentire le proprie ragioni, e diano voce alle preoccupazioni che essi hanno non solo per sé stessi, ma anche per i loro figli, che viene da chiedersi, come possono crescere, avendo quotidianamente sotto gli occhi un simile spettacolo.


SOSTIENI LE NOSTRE RIVENDICAZIONI.
FIRMA LA PETIZIONE CONTRO IL DEGRADO DEL QUARTIRE SAN DONATO.
-Puoi trovarci in piazza Mikiewicz Sabato 15 dalle 9.30 alle 12.30 e Sabato 22 stesso orario.



mercoledì 22 ottobre 2008

Il questionario che trovate nei banchetti.

"I motivi per i quali abbiamo deciso di realizzare questo questionario sono semplici. E' infatti ovvio che il PDL abbia una propria idea di città, un progetto programmatico da tradurre in fatti concreti quando saremo chiamati a governare Bologna. Temi come la sicurezza urbana, il potenziamento infrastrutturale, il rilancio dei serivizi sociali sono solo alcuni aspetti, tra l'altro qui inevitabilmente solo accennati, di quelli che a nostro giudizio dovranno essere i pilastri per il rilancio di Bologna. Tuttavia avere le idee chiare non può costituire un alibi per sottrarsi al confronto, per discutere e dibattere sulle proprie proposte progettuali e programmatiche. Soprattutto perchè è fondamentale realizzare un programma che sia aperto e non preconfenzionato; che sia discusso e non calato dall'alto; che si costruito con passione e non elaborato in qualche segreteria di partito. Consapevoli che poi le scelte e il coraggio di attuarle in concreto sarà compito del prossimo governo della città." Partecipa anche tu al sondaggio! domenica 05 ottobre 2008 Partecipa anche Tu alla creazione del programma del PDL per Bologna 2009... Per partecipare al questionario, invia una mail a scrivi@galeazzobignami.itIndirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , indicando (da uno a dieci) quale valore assegni a questi temi: SICUREZZA
IMMIGRAZIONE
CASA
LAVORO
ATTIVITA' PRODUTTIVE
SERVIZI SOCIALI
INFRASTRUTTURE
MOBILITA'
ASSISTENZA ANZIANI
CULTURA
Se ritieni manchi qualche tema, indicalo in ALTRO.
Puoi altresì indicare la Tua disponibilità a partecipare a dare una mano per la prossima campagna elettorale del PDL nelle prossime elezioni amministrative, indicando nome e cognome, età, numero di telefono e indirizzo, scrivendo "sono disponbile a dare una mano al PDL per riprenderci Bologna dal Cinese!"
Se vuoi compilare il questionario o se vuoi contribuire a distribuirlo, richiedine una copia a scrivi@galeazzobignami.it

lunedì 20 ottobre 2008

30 milioni di €. Tra mutande, case e telefono pagato. Ai rom...


Dobbiamo ringraziare Galeazzo Bignami se ora sappiamo quanto costa a Bologna la partita immigrazione. Oddio, non ne guadagnamo in qualità della vita, ma in chiarezza si. 30 milioni di euro. Scritto da un elettore di Galeazzo.La cosiddetta emergenza immigrazione costa 6 mlioni di euro all'anno al Comune di Bologna. Almeno è così da 4 anni, gli ultimi, nel corso dei quali il Comune di Bologna ha affrontato le spese per pagare le utenze, gli affitti, la lavanderia, il trasporto e molto altro ancora (non ultimo il telefono) per persone extra UE. Certo, il problema dell'emergenza immigrazione esiste. Mi pare però che spendere 6 mlioni di euro all'anno sia molto. Anche perchè se di emergenza si tratta, prima o poi dovrebbe finire. Invece a Bologna è diventata una voce fissa. Ogni anno, 6 milioni. E come mi insegnava la mia maestra (unica) 6 x 4 fa 24. Come i milioni di euro che Cofferati ha speso da quando è Sindaco per questo tema.A dire il vero non sono 24. Sono di più. Sono 30. Oltre ai 24 milioni Cofferati & co. aggiungono pure 2,2 milioni di euro per Villa Salus e 3,3 milioni di euro per trovare casa agli immigrati che vivono in strutture abusive; ovviamente dando loro prima la residenza, sennò sono irregolari e per la legge Fini - Bossi dovrebbero essere espulsi. Pensate che a Bologna c'è un appartamento in via Salgari dove risultano residenti 35 persone. E non sono cinesi. Ma forse è razzismo dire queste cose. E non è bello farsi dare del razzista. Come non era bello che i bambini rom non avessero l'opportunità di andare a scuola. Se poi non ci vanno, fatti loro. Anzi, nostri. 230.000 euro per noleggiare un pullmino che giri per Bologna a raccogliere i rom in età scolastica, nel tentativo (vano) di portarli a scuola. Il Comune di Bologna lo ha fatto, dal maggio 2005 al giugno 2007. Poi ha smesso. Chissà perchè... Forse perchè qualcuno (!) ha fatto notare ai Compagni che non tutti i genitori possono avere uno scuolabus pagato. Sicuramente non a Bologna, dove la maggior parte degli scuolabus è pagata dai genitori. E qualcuno di loro si stava un po' arrabbiando. Forse però sbaglio. Anzi, di sicuro è cosi. Il problema era un altro. Doveva essere un altro. Perchè il diritto all'istruzione va rispettato. E' razzista dire il contrario. Quindi l'ISI (Istituzione per l'Inclusione Sociale) ha pensato molto e a lungo (almeno credo, visto che ci è costata sinora circa 500.000 euro). E forse ha consigliato al Comune un'idea geniale. Se i bambini rom stanno in giro per la città e quindi non sappiamo dove andare a prenderli per portarli a scuola, andiamo a prenderli a casa. Un po' razzista come ragionamento, però ha uno sfondo buonista. Infatti capita spesso che i nomadi non abbiano una casa. Come fare? Semplice. Il problema si risolve in fretta. Se decidi di comprare casa, a Bologna, il Comune di Bologna può darti sino a 10,000 euro a fondo perduto. Non servono garanzie. Non servono modelli Unico. L'unica cosa che serve è che non devi essere italiano. Preferisci l'affitto? 5.000 euro. Ma se sei rom, ti conviene un'altra strada. Quale? La sublocazione comunale! Cos'è?! Una specie di comodato gratuito, visto che i soldi per l'affitto li diamo noi, o meglio, il Comune: 600.000 euro. A patto che tu venga da un campo rom: Trebbo, Villa Salus, Pianazze, Erbosa. Scegli tu. Mica difficile. Funziona così. Il Comune firma il contratto d'affitto con il privato che mette a disposizione l'appartamento. Poi paga l'affitto al privato stesso e ne chiede indietro la metà alle 53 famiglie rom (250 persone) che usufruiscono di questo "bonus". Se questi hanno i soldi, li danno (la metà, s'intende; comunque vada, il Comune paga loro metà affitto). Altrimenti il Comune continua a pagare tutto. Mica per sempre. Solo per 4 anni. Dopo hai il diritto di partecipare ai bandi ERP (Edilizia Residenziale Pubblica). Non butta male a Bologna, se non sei italiano. Gli immigrati rappresentano il 10% della popolazione. Sapete quanti alloggi hanno avuto negli ultimi tre anni. Il 30%. Non male, dai. Ok, consideriamo pure che se partecipano al bando ERP vuol dire che lavorano, rispettano le regole, sono a posto, hanno anche la residenza (a proposito, di fiano a via Salgari c'è un'altra via, via San Donato. Lì, in un appartamento sono 28). Se però non lavorano o cose simili (che so, campi di prima accoglienza, campi abusivi, cose simili), per loro il Comune ha pronte le soluzioni di "emergenze abitativa". Il risultato? Il 30%, grazie a criteri di selezione sul reddito che di fatto li aiuta, entra dalla porta della graduatoria ERP (edilizia residenziale pubblica). Un altro 10% ha la casa pubblica senza passare dalla graduatoria ERP. Ok, va bene. Non devo dire queste cose. Politicamente non è corretto. Forse però non è politicamente corretto dire che basterebbe che a fianco dei diritti, che tutti si ricordano di avere e di rispettare, qualcuno si dovrebbe ricordare anche dei doveri. Ed io mi accontenterei pure di poco. Che so, roba da romantici, come giurare sulla Costituzione, baciare il Tricolore e provare a dire una cosa del tipo "amo l'Italia, che è la mia Patria". Un dovere semplice. Ma non è politicamente corretto chiederlo. Perchè?! Italiani. Brava gente... Però grazie a Galeazzo, ora ne abbiamo capito un po' di più.

mercoledì 15 ottobre 2008

Cofferati non si ricandida.

Sergio Cofferati non si ricandida a Sindaco di Bologna. Dopo aver distrutto Bologna, Sergio Cofferati getta la spugna, decidendo di non ricandidarsi a Sindaco. Una decisione che dimostra la falsità delle dichiarazioni dei tanti dirigenti del Partito Democratico che, all'arrivo del Cinese, giurarono che la sua decisione di venire a Bologna era una "scelta di vita" e che Cofferati avrebbe voluto fare il Sindaco per almeno dieci anni "perché sennò non si riesce a fare nulla di utile". Cofferati non solo non ha fatto nulla di utile, ma ha fatto anche molti danni, dimostrando nei mesi un crescente disinteresse che oggi, con la sua scelta di lasciare, diventa evidente. Ma diventa anche evidente il fatto che insieme a lui anche il Partito Democratico ci ha preso in giro ed ha preso in giro Bologna intera. Considerando quanto dicemmo cinque anni fa, quando affermammo che Cofferati era di passaggio e che a lui di Bologna non interessava nulla, verrebbe da dire "avevamo ragione noi". In realtà, proprio grazie allo sfacelo compiuto dal PD e da Cofferati, risulta sterile perdersi in chiacchere inutili. Oggi l'unica cosa da fare è rimboccarsi le maniche per lavorare nell'interesse di Bologna, rimediando ai danni compiuti da una classe dirigente incapace e disinteressata al bene comune. Per fare questo, però, abbiamo bisogno anche del TUO aiuto. Per questo Ti chiediamo una firma per il Popolo delle Libertà affinchè anche a Bologna si possa avviare una stagione di riforme e di rilancio, dopo cinque anni buttati via grazie alle scelte sciagurate del Partito Democratico e di una persona che ha dimostrato il suo totale disinteresse per la nostra città.
governoberlusconi.it