Visualizzazione post con etichetta PdL. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta PdL. Mostra tutti i post

mercoledì 10 marzo 2010

COSTRUIAMO IL FUTURO. ORA.


La nostra Regione è governata da una giunta di Sinistra da quasi 15 anni, un periodo di tempo in cui ci si sarebbe aspettato un qualche tipo di risultato concreto, soprattutto sul territorio del nostro capoluogo, Bologna.

Invece in questi anni non si è verificato nulla di tutto ciò, anzi, mentre tutte le altre città dell’Emilia Romagna sono state valorizzate in qualche modo, per esempio a Ravenna è stato costruito un nuovo porto, a Rimini è stata potenziata la fiera, a Parma l’aeroporto, nella nostra città tutto ciò non è avvenuto, per di più molte delle nostre principali risorse sono state svilite, cosa ad esempio accaduta al Polo Fieristico di Bologna, che, se una volta occupava il secondo posto nella classifica delle Fiere dopo Milano, oggi si trova a essere scavalcata dalla sopracitata Rimini. Ma queste è solo un esempio, eccone un altro: la giunta uscente è stata in grado di bloccare i finanziamenti per la realizzazione del Metro, quando invece sempre nella vicina Parma è stato realizzato un analogo progetto.

Niente di buono è giunto finora da questa amministrazione: è pertanto ora di cambiare e di dare una svolta, di abbattere il Sistema Rosso che ha governato (male) la nostra Regione in tutto questo tempo. Come si può fare? Prendendo coscienza della necessità di esprimere alle prossime elezioni, il 28 e il 29 Marzo, un voto per il Popolo delle Libertà, e di apporre a fianco del simbolo la preferenza per Galeazzo BIGNAMI.

In tutti questi anni infatti Galeazzo Bignami si è distinto per il contrasto sistematico a questo sistema di potere, prima nelle aule del Quartiere Saragozza, poi dal 1999 nelle aule del Consiglio Comunale della nostra amata città. Ora è giusto che prosegua la sua lotta in questo ulteriore livello, svecchiando la classe politica emiliano-romagnola, portando in Consiglio non solo la freschezza della sua età, ma anche e soprattutto quella delle sue idee innovative, giusto e unico strumento propulsore per un reale cambiamento nella nostra Regione, e quindi nella nostra Bologna, e, in ultima analisi, anche nel nostro Quartiere San Donato, e nel nostro piccolo quotidiano.

Non tiriamoci indietro, il 28 e il 29 Marzo, votiamo e facciamo votare il Popolo della Libertà e Galeazzo Bignami in Regione. Costruiamo il Futuro. Ora.


lunedì 15 febbraio 2010

20 FEBBRAIO - Costruiamo il Futuro anche in Regione

Care Amiche, Cari Amici,
Vi Invitiamo Sabato 20 Febbraio alle ore 17.30
presso HOTEL SAVOIA REGENCY Via del Pilastro, 2 - 40013 Bologna

COSTRUIAMO IL FUTURO ANCHE IN REGIONE.
Il caso Bologna e il crollo del potere rosso.



INTERVERRANNO

On. Fabio GARAGNANI
Deputato del Popolo della Libertà

Sen. Filippo BERSELLI
Senatore del Popolo della Libertà

On. Anna Maria BERNINI
Candidata alla Presidenza della Regione Emilia-Romagna per il Popolo della Libertà

Avvocato Galeazzo BIGNAMI
Candidato al Cosiglio della Regione Emilia Romagna per il Popolo della Libertà

Sen. Maurizio GASPARRI
Senatore del Popolo della Libertà



sabato 30 gennaio 2010

" NON c'è Delbono a Bologna!"

E così dopo solo sei mesi il nostro ormai ex sindaco Flavio Delbono ci ha lasciato, peraltro con un’uscita di scena per altro ingloriosa. Ma con questo avvenimento c’è la speranza che in Emilia Romagna qualcosa inizi a cambiare perché il “caso Delbono” di positivo può portare la definitiva caduta del mito del “modello emiliano” ovvero quel modello di perfetta amministrazione pubblica che la sinistra ha cercato di propinarci per più di 50 anni.
Non per niente oltre al caso cittadino del dimissionario sindaco di Bologna, nel resto della nostra Regione stanno emergendo altri casi di malgoverno, come il caso degli appalti truccati a Ferrara per la costruzione dell’ospedale Cona, oppure il buco di bilancio pari a 50 milioni di euro della sanità di Forlì.
Di chi è la colpa de non della giunta che governato la nostra regione per ben 15 anni, e del presidente Vasco Errani che si ricandida quest’anno per il suo quarto mandato?
Gli effetti del sistema clientelare e malato del governo di sinistra si percepiscono anche nella nostra realtà quotidiana ancora di più nel nostro Quartiere di San Donato, da anni vittima di una giunta di sinistra. Ne risente il nostro paesaggio urbano, il nostro sistema di infrastrutture, per non parlare dei danni inflitti al commercio e soprattutto ai cittadini della zona.
Da anni San Donato è stato dimenticato dalle giunte comunali (con la connivenza di quelle di quartiere) perché si riteneva un pozzo di voti sicuri, che non richiedeva particolari investimenti. Ma è ora di dire basta alla mala gestione della sinistra e di cambiare pagina non solo nella nostra Bologna, vittima di cinque anni di giunta Cofferati e di sei mesi di immobilismo di Delbono, ma anche del nostro Quartiere!
Vieni anche tu ai nostri banchetti per dare solidarietà al Popolo della Libertà e a firmare per le sue proposte, e a per dire anche “Io Ci Sono” per salvare Bologna!

giovedì 14 gennaio 2010

Banchetti

Di seguito l'elenco delle prossime date e i luoghi dove potrete trovare il banchetto del PdL San Donato, nel quale distribuiremo materiale informativo, raccoglieremo firme per petizioni o a sostegno del Popolo della Libertà.

Siamo disponibili anche per ascoltare i problemi relativi alla vivibilità del Quartiere, per raccogliere segnalazioni di degrado o per darvi informazioni generiche di politica bolognese.


- Sabato 16 Gennaio 2010 in Via L.Pirandello, p.sso il Centro Commerciale dalle ore 9 alle ore 13

- Sabato 23 Gennaio 2010 in Via del Lavoro, presso i Supermercati emiliani dalle ore 9 alle ore 13; e in Via Salvini angolo via Zacconi dalle ore 9 alle ore 13.

-Sabato 30 Gennaio 2010 in Via S. Donato angolo via Zagabria dalle ore 9 alle ore 13; e in via Pirandello presso il Centro Commerciale dalle ore 9 alle ore 13

- Giovedì 4 Febbraio 2010 in via del Lavoro presso i Supermercati Emiliani dalle ore 9 alle ore 13.


Per informazioni contattare: 3395446579 (Maria Runa Bignami, Consigliere Circoscrizionale quartiere San Donato)


mercoledì 20 maggio 2009

Degrado al San Donato

È una gradevole mattina di aprile, una domenica per la precisione, quando decido di farmi quattro passi per via Della Villa, una traversa di via Garavaglia, (che per intenderci è la strada del Liceo Scientifico Niccolò Copernico).
Imboccata la strada, non molto grande, ci si lascia in fretta alle spalle il nuovo quartiere, i lavori per la nuova area pedonale, e ci si dimentica di quanto siano vicini gli uffici della Regione Emilia Romagna, e il quartiere fieristico.
La prima cosa che si nota è lo stato di abbandono del retro del liceo scientifico, mi faccio spiegare dal mio ragazzo, che ha frequentato proprio quella scuola, che quell’area è lasciata a sé stessa perché il parcheggio sotterraneo ivi costruito non è a norma, e i lavori per metterlo in sicurezza non sono nemmeno partiti. Pazienza, mi dico, un altro ennesimo spreco, di quelli che si vedono nei servizi di Striscia la Notizia. Osservo con un po’ di rammarico la rampa semi sommersa dalle erbacce e i cancelli arrugginiti in parte ripiegati su se stessi. Alla fine, decido di passare oltre e riprendo a camminare. Sulla mia destra, nel mezzo di un bel parco (un po’ incolto, ma nemmeno troppo) sorge un asilo, e tutto sommato sono compiaciuta del fatto che ci sia anche qualche elemento di novità.
Via Della Villa, in effetti, non è esattamente quello che definirei un esempio di rinnovamento, ma di per sé sarebbe piacevole, la case sono tutte villette a due piani, tre al massimo, in stile marittimo per intenderci, e la via non è di passaggio, quindi abbastanza tranquilla. Persino gli stabilimenti del materassificio che sorgono alla fine sembrano inserirsi bene nel contesto. Ma ci sono un paio di elementi che stonano: in primis, un piccolo pezzo di terra, recintato, al cui interno sorge un gabbiotto dell’Enel. Fin qui, nulla di male: ma se lo sguardo si abbassa, incrocia per forza di cose l’orrido insieme di detriti e sporcizia che qualche incivile ha pensato bene di buttare dall’altra parte della rete, rendendolo così irrecuperabile. Storco il naso. Il degrado così palese lo farebbe storcere a chiunque. Certo, anche questi fabbricati lasciati a sé stessi fanno venire un po’ il nervoso, ma com’è possibile che un ente locale non promuova la riqualificazione di questi edifici?
Ma la sorpresa più grande deve ancora venire: sono ormai giunta alla fine della strada e sulla sinistra vedo dei palazzi di recente ristrutturazione, molto carini noto, con i loro mattoni a vista e i fiori alle finestre, ma poi il mio sguardo si posa sul fabbricato a cui questo edificio è unito: completamente abbandonato. Sul cancello arrugginito vedo un cartello nuovo di zecca, mi avvicino per dare un’occhiata, ma ci arriva prima il mio ragazzo: “Stanno facendo dei lavori per togliere la copertura.” Mi dice, leggendo.
“Copertura?” Domando a me stessa. La dicitura non mi suona nuova. In effetti, rifletto meglio, mi è capitato spesso di leggere o sentire di edifici la cui copertura è stata rimossa. Ma in quei casi c’era sempre di mezzo l’amianto. E qui? Mi chiedo. È possibile che anche qui, tra un Liceo Scientifico, un asilo, la Fiera e gli uffici della Regione ci sia un edificio con dell’amianto? Per giunta con le case di fianco ristrutturate di fresco? Sembra impossibile che un Quartiere abbia approvato un piano per un’area pedonale, per costruirsi una nuova sede, e solo ora abbia deciso di smantellare un edifico contaminato dall’amianto. Eppure …

domenica 10 maggio 2009

Incontro del PdL con i residenti del Quartiere San Donato





Venerdì 15 maggio, ore 20:45
Sala del Consiglio di Quartiere
(via Garavaglia 7 - Bologna)

Incontro del Popolo della Libertà con i residenti del Quartiere San Donato


Interveranno:

Galeazzo BIGNAMI Coordinatore viacario del PdL di Bologna
Candidato al Consiglio Comunale

Maria Runa BIGNAMI
Candidata al Consiglio del Quartiere San Donato


Seguirà un breve rinfresco.







lunedì 4 maggio 2009

Una città nella città: Il Pilastro.

Spesso mi sono posto una domanda: ma il Pilastro è San Donato?
La risposta sarebbe palese se la domanda fosse un’ingenua curiosità, ma non lo è, e la curiosità è scoprire quanto dei problemi che affliggono il ben noto complesso edilizio, sono gli stessi del quartiere dove opero ormai da tempo.
In verità già la collocazione del ben noto “Virgolone”, al di là della tangenziale, lo estrania dal contesto cittadino bolognese, scelta fatta con il progetto architettonico originale che lo voleva indipendente dal resto della città, e difatti c’è una chiesa, scuole, uno dei primi centri commerciali bolognesi con l’effetto di una “città nella città”. Adesso noi lo vediamo come un fallimento architettonico mondiale, ma di certo in questi 40 anni, da quando cioè fu terminato l’intero progetto, non è stato fatto molto per cambiare le cose e ridurre l’isolamento.
Il tema del degrado e del rinnovamento strutturale sono temi centrali, combattere il primo e investire nel secondo per molti anni è significato solo popolare gli appartamenti, poiché dove ci sono molte persone c’è sviluppo economico, e con il tempo la sensazione di abbandono ed isolamento prima o poi svanisce.
Di questo quanto stato? In questi due anni di banchetti in via Pirandello le persone con cui si scambia due chiacchiere più volte ci parlano di quanto è peggiorato la questione sicurezza: zingari ed extracomunitari, alcuni addirittura irregolari, spopolano un po’ ovunque. Li si trova nel giardino vicino al chiosco dei gelati in via Pirandello dove hanno costruito una baracca, e sono in tutte le roulette o camper che a decine gironzolano per le strade. E quando si fermano lì al supermercato infastidiscono pure no. Oppure, meglio ancora, sono in appartamenti “regalati” dal quartiere. Ma il quartiere cosa fa? Progetta box per cavalli dal costo improponibile oppure concede a non si sa bene chi un locale all’interno del centro commerciale, senza nemmeno chiedere affitto o controllare le attività che vi si svolgono. Probabilmente lo spazio ricreativo è l’ideale per fumare e bere, e lì l’unico fastidio è il rumore delle macchine che gonfiano i giochi per bambini lì davanti, tanto da chiedere al gestore di spegnerle.
Ma in fondo, viene da dirsi che questi problemi li vediamo solo noi; perché noi siamo i soliti arroganti politici di destra che si lamentano di tutto e fanno apparire il degrado e l’insicurezza ovunque. La realtà è che dovremmo chiederci come ha fatto una signora poco tempo fa: “Ma questo degrado dov’è?”

mercoledì 15 aprile 2009

Con Cazzola. Per far vincere Bologna.

La scelta del Popolo delle Libertà di sostenere la candidatura di Alfredo Cazzola tiene evidentemente conto degli spiccati elementi di civicità che questa reca in sé. Una civicità che tuttavia si contraddistingue dalle precedenti esperienze per la forte determinazione che Cazzola sta dimostrando sia in fase di elaborazione del programma, sia di valutazione delle precedenti esperienze amministrative.

Se l'esperienza civica guazzalochiana era ed è caratterizzata dal verbo "continuare", magari recuperando i pochi elementi di qualità delle precedenti amministrazioni PCI-PDS-DS-PD, Cazzola pare capace di interpretare con maggior vigore quella volontà di rinnovamento e di cambiamento che il Popolo delle Libertà da tempo persegue.
Un rinnovamento divenuto indispensabile dopo i cinque anni appena trascorsi che hanno condotto Bologna ad un punto che non esito a definire di "non ritorno". Il candidato in incognito del PD Flavio Del Bono non intende in alcuna maniera condannare la malagestione di Cofferati e compagni, di cui anzi rivendica fieramente il ruolo di continuatore: d'altronde, a ben pensare, anche se cercasse di presentarsi come un elemento di novità, risulterebbe davvero difficile risultare convincenti. Già assessore al Bilancio con Vitali, è stato arruolato nella Giunta Regionale di Errani sempre come uomo del Bilancio, caratterizzando la propria azione non certo per la sua capacità di ridurre tasse, costi e sprechi. Anzi, si può affermare che ha interpretato il suo ruolo di Assessore alle Finanze con la stessa logica che ispirò in passato Visco e Prodi a livello nazionale: spremere e spendere.
Dare fiducia a Del Bono significherebbe quindi compromettere definitivamente il futuro di Bologna, la quale, come si diceva, dopo cinque anni di cura Cofferati, non può più permettersi il lusso di sbagliare. Il lustro appena trascorso ha rappresentato un dissipamento delle risorse sociali, economiche e produttive che, in mezzo secolo, si erano faticosamente raggranellate. Oggi è necessario tornare a mettere del "fieno in cascina", rimboccandosi le maniche per rilanciare Bologna. Rilanciare, non continuare. Gli altri candidati presenti non paiono infatti intenzionati a denunciare il patto consociativo su cui si è retta la vita amministrativa di Bologna dal dopo guerra ad oggi. Un patto consociativo che venne decenni addietro siglato da PCI e DC e che oggi trova i suoi aventi causa nei nipotini del PD e dell'UDC. Non deve quindi stupire che l'UDC non abbia ancora detto nulla di significativo in ordine alla scelta che opererebbe in caso di ballottaggio tra Cazzola-Del Bono.
Il che spiega pure perché sia divenuto inevitabile l'appoggio del PdL al civico Cazzola. All'obiezione di chi, anche in queste settimane, osserva che il centro destra si presenta diviso in queste elezioni, è doveroso rispondere ricordando come l'UDC a livello nazionale si trovi all'opposizione del Governo Berlusconi e come, in diverse realtà locali, abbia presentato candidati antagonisti al PdL: si pensi a Roma, dove l'UdC sostenne il suo uomo Ciocchetti, rimanendo equidistante poi nel ballottaggio Rutelli/Alemanno; o in Abruzzo, dove ha schierato tal De Laurentiis, sperando inutilmente di fare perdere il PdL; o ancora in Trentino dove l'UdC non ha esitato ad allearsi con Verdi, Di Pietro e PD per sostenere Lorenzo Dellai. Insomma, l'UdC non è centro destra. E' centro e basta. Per questo la scelta di schierare Guazzaloca è scelta legittima, che tuttavia non può essere imputata al PdL il quale non ha colpe se si è andati "divisi".
D'altronde, anche sul piano dei contenuti diventa difficile per il PdL concordare con UdC e PD, forze che paiono essere in assoluta sintonia sia su temi come la sicurezza, che non viene considerata da essi come una priorità, tanto da arrivare a sconfessare il ruolo della Polizia Municipale come strumento di contrasto della criminalità; come su altri temi-simbolo quale, a titolo di esempio, il Rave Party, che ha ricevuto il via libera di Guazzaloca e certamente nessun divieto da Del Bono.
In questo contesto Alfredo Cazzola rappresenta l'unico elemento di novità e l'unico uomo che abbia puntato tutto sui programmi: immaginare e costruire la Bologna del futuro; rivedere il piano delle infrastrutture; puntare sul rilancio economico attingendo e valorizzando le risorse già presenti (Fiera e Università in primis); contrastare con forza i problemi di degrado e di criminalità impegnando direttamente la Polizia Municipale. Sono solo alcuni dei punti del programma di Alfredo Cazzola. Che tuttavia risaltano, tenendo anche conto del silenzio degli altri candidati.
Elementi di programma che vedono il PdL concorde e unito nel sostenere questi progetti, affermando la piena disponibilità a dare realizzazione agli stessi.
Per farlo, tuttavia, è necessario centrare un risultato che pare essere nell'aria, ma che ancora va colto. Ovvero sconfiggere il PD di Cofferati e Del Bono e regalare a Bologna una primavera di speranza. Per fare questo serve l'impegno di tutti noi, attivandosi personalmente con amici, parenti, conoscenti; sfruttando la dimensione da "paesone" che Bologna ancora ha; trasmettendo l'entusiasmo che la candidatura di Alfredo Cazzola suscita non solo e non tanto sul piano delle emozioni, quanto sul piano delle idee e delle cose concrete da fare.
Un appoggio ed un impegno che, se tradotto da tutti noi in fatti concreti, porterà certamente alla vittoria di Bologna e alla conseguente sconfitta del PD.

lunedì 30 marzo 2009

Carta dei Valori PdL

Noi, Popolo della Libertà, donne ed uomini d’Italia, siamo orgogliosi di essere cittadini di uno dei Paesi più avanzati del mondo. Siamo orgogliosi di appartenere ad una civiltà millenaria, una civiltà che ha dato all’umanità conquiste tra le più importanti.
Per questo vogliamo che l’Italia progredisca nel solco della sua tradizione, sempre più europea ed occidentale.
Le radici giudaico-cristiane dell’Europa e la sua comune eredità culturale classica ed umanistica, insieme con la parte migliore dell’illuminismo, sono le fondamenta della nostra visione della società.
I valori nei quali ci riconosciamo sono in specie quelli condivisi dalla grande famiglia politica del Partito Popolare Europeo: la dignità della persona, la libertà e la responsabilità, l’eguaglianza, la giustizia, la legalità, la solidarietà e la sussidiarietà.
Questi sono i valori comuni alle grandi democrazie occidentali, fondate sul pluralismo democratico, sullo Stato di diritto, sulla non discriminazione, sulla tolleranza, sulla proprietà privata, sull’economia sociale di mercato.
Noi pensiamo che la politica debba essere al servizio dei cittadini, non i cittadini al servizio della politica e che essa debba essere fondata più sui valori che sugli interessi.
Noi crediamo che la persona - con i suoi valori ed i suoi principi, con la sua morale e la sua ragione di esistere e di migliorarsi - sia il principio ed il fine di ogni comunità politica, la sola fonte della sua legittimità.
E che non possano esistere un’autentica giustizia ed una autentica solidarietà, se la libertà di ogni singola persona non viene riconosciuta come condizione essenziale dallo Stato.
La nostra concezione della persona ripudia tanto ogni forma di collettivismo, quanto l’individualismo egoistico.
Ogni persona appartiene ad una comunità e deve subordinare il proprio interesse all’autorità legittima della comunità stessa, accettando i vincoli che sono necessari per la protezione dei diritti fondamentali e della libertà degli altri.
Senza legge e ordine non ci può essere libertà.
Noi crediamo che la vera libertà significhi autonomia congiunta con la responsabilità, non irresponsabile indipendenza.
La vera libertà rende ogni persona responsabile delle proprie azioni in accordo con la propria coscienza di fronte alla comunità a cui appartiene ed alle generazioni future.
Noi pensiamo che le generazioni future debbano essere poste nelle condizioni di vivere in armonia con l’ambiente naturale. Ogni essere umano è chiamato ad amministrare i beni naturali con saggezza e non sulla base dei suoi specifici interessi.
Le persone, le famiglie, i gruppi sociali, le comunità, i popoli, le nazioni e gli Stati devono quindi rendere conto delle loro azioni davanti ad ogni singolo essere umano, di oggi e del futuro.
Noi crediamo che la società e lo Stato debbano servire la persona ed il bene comune.
Le persone e le comunità devono avere il diritto di realizzare ciò che possono grazie alla loro iniziativa.
Ciò che le organizzazioni di dimensioni più piccole non sono in grado di realizzare deve essere affidato ad organizzazioni di livello più alto: gli Enti locali, la Regione, lo Stato, le Organizzazioni sopranazionali.
La sussidiarietà è la formula base del decentramento,
del federalismo, e dell’integrazione europea. Ogni attività sociale è per sua natura sussidiaria.
Noi crediamo che la politica abbia il compito di sostenere la vita e l’attività delle persone, delle famiglie, e delle comunità intermedie, non di distruggerle o di assorbirle.
Noi crediamo che il tempo in cui viviamo imponga un cambiamento di rotta. Se non cambiamo, e in fretta, sarà infatti la realtà a cambiarci in peggio.
Noi ci richiamiamo alla più grande forza politica europea, il Partito dei Popoli europei (The European People’s Party), e con essa condividiamo un’idea spirituale dell’Europa: l’idea dei padri fondatori, che è all’origine stessa dell’Europa.
Abbiamo un lungo cammino davanti a noi. Un cammino di impegno civile, in cui diritti e doveri si ricongiungono come facce di una stessa medaglia.
Chiediamo il sostegno di tutti gli italiani, di tutte le donne e di tutti gli uomini che amano la libertà e che vogliono restare liberi, chiediamo il loro voto per garantire questi valori e per realizzare il nostro programma.
Noi vogliamo una società che si prenda veramente cura dei più poveri e dei più deboli. Noi non vogliamo una società divisa tra ricchi e poveri, tra forti e deboli.
Noi vogliamo una società nella quale tutti possano godere di un livello di vita adeguato.
Noi crediamo che le persone abbiano il dovere di provvedere a se stessi e secondo il principio morale della responsabilità, ma che in base a questa debbano anche
aiutare il prossimo in difficoltà.
Crediamo che sia dovere fondamentale, sia della società che dello Stato, aiutare coloro che non raggiungono questo obiettivo.
Noi pensiamo in particolare che siano necessarie forti azioni positive per assicurare l’effettiva parità tra uomo e donna, per accrescere l’accesso delle donne all’istruzione, al lavoro e ai posti di più alta responsabilità nel mondo pubblico e privato.
Una maggiore eguaglianza effettiva tra uomo e donna renderà il nostro Paese non solo più giusto ma anche più prospero.
Noi pensiamo che la famiglia sia il nucleo fondamentale della nostra società. Oggi le famiglie e la società sono sempre più frammentate.
Noi pensiamo che sia invece necessario riconoscere chiaramente il ruolo attivo della famiglia, nella consapevolezza che questa non può essere sostituita da altre figure sociali.
In una situazione difficile come quella attuale, le famiglie sono anche un prezioso elemento di stabilità sociale ed economica perché si affiancano alle strutture pubbliche compensandone i limiti nell’attuazione delle politiche sociali.
Non possiamo ignorare che molte famiglie non riescono più ad avere "una tranquilla e quieta vita, in piena dignità".
La famiglia va dunque difesa, anche perché è fonda-
mentale per le persone più deboli, per gli anziani, per i diversamente abili, per i giovani senza lavoro.
Non solo. Noi crediamo che la famiglia abbia il dovere ed il compito insostituibile di educare i bambini e gli adolescenti.
In questa prospettiva noi pensiamo che buoni risultati possano essere conseguiti riducendo il carico fiscale per le famiglie in rapporto al numero dei familiari, a partire dai bambini.
Noi sappiamo che i valori umanistici e cristiani si confrontano con i risultati del progresso scientifico, in particolare in ambito biomedico.
Tale progresso ha contribuito in maniera straordinaria alla salute ed al benessere di tutti i cittadini. Lo vogliamo affermare con forza.
Noi pensiamo che la libertà e il progresso della ricerca biomedica vadano quindi salvaguardati e per questo debbano essere coniugati con i principi della protezione e della promozione della dignità umana, con il diritto alla vita, l’unicità di ogni vita umana, l’eguaglianza di tutti gli esseri umani, la tutela della salute.
Riconoscersi nel principio della dignità della persona umana comporta infatti che la scienza debba sempre essere al servizio della persona, ed esclude che la persona possa essere al servizio della scienza.
Noi pensiamo che la politica internazionale debba basarsi sul valore della libertà, e sul fondamentale rapporto tra pace, libertà e diritti. È ciò che abbiamo fatto, ciò che abbiamo finora difeso e promosso, ed è ciò che riteniamo faccia parte delle aspirazioni e delle possibilità di tutti i popoli.
In un mondo sfidato dal terrorismo e attraversato dal rischio dello scontro tra le civiltà, noi poniamo la costruzione della pace e il dialogo tra i popoli come fondamentale dovere della nostra politica internazionale.
A questo dovere sono ancorate le nostre alleanze e relazioni, le nostre missioni all’estero e più in generale la strategia del nostro Paese sullo scacchiere mondiale.
In questo contesto restano fondamentali le scelte europeiste ed atlantiche.
È su questo confine, tra passato, presente e futuro, che si staglia la differenza tra due visioni della vita e del mondo. La visione della sinistra e la nostra visione.
Noi pensiamo che si debba aggiungere alla libertà un altro valore, ad essa complementare: la sicurezza della nostra identità davanti all’immigrazione.
Proprio per questo dobbiamo e possiamo aprire al nuovo, ma senza rinunciare a noi stessi, rafforzando insieme le nostre tradizioni, la nostra identità, la nostra libertà.
Perché solo conservando i valori oltre la crisi dei valori, si conservano l’identità e la sicurezza e si vive la libertà.
In questa strategia lo Stato nazionale e federale, somma dei nostri valori comuni e sede del nostro comune destino, ha un ruolo fondamentale. Un ruolo sussidiario e riequilibratore tra passato e futuro, tra interno ed esterno.
Questo è il cuore del nostro programma.
Questo è il centro del nostro disegno, tanto sul lato
politico quanto sul lato economico, tanto in Italia quanto in Europa: la difesa dei principi morali e dei valori, civili e religiosi, la difesa della famiglia e delle nostre radici,
l’impegno a rispettare la nostra civiltà da parte di chi entra, la difesa delle nostre imprese, del nostro lavoro.
Il "Popolo della Libertà" è nato dalla libertà, nella libertà e per la libertà, perché l’Italia sia sempre più moderna, libera, giusta, prospera, autenticamente solidale.
Noi sappiamo che i nostri valori sono radicati nella migliore tradizione politica del nostro Paese e della nostra società. Nel "Popolo della Libertà" si riconoscono infatti laici e cattolici, operai ed imprenditori, giovani e anziani. Si riconoscono donne ed uomini del nord, del centro e del sud.
Siamo orgogliosi di questo nostro carattere popolare, perché ci conferma nel nostro disegno, che è quello di unire la società italiana, e di condurla tutta insieme verso un futuro migliore.
Noi proponiamo agli italiani una società fatta di libertà, di sviluppo economico, di solidarietà. Proponiamo una società basata sui valori liberali e cristiani, sulla famiglia naturale fondata sul matrimonio, formata dall’unione di un uomo e di una donna, nella quale far nascere, crescere ed educare i figli.
Proponiamo un’Italia rispettata e forte nel mondo.
Proponiamo una Patria nella quale tutti gli italiani si riconoscono e che tutti amano, perché è la casa comune di tutti, senza distinzioni.
All’opposto la sinistra ha sempre dato all’Italia incertezza, divisioni, odio sociale, povertà. La sinistra fa politiche che distruggono la famiglia, e che non rispettano i valori morali del popolo italiano, i valori della nostra tradizione.
Per quello che è sempre stata ed è nel suo profondo, la sinistra vuole dividere i lavoratori dagli imprenditori, gli uomini dalle donne, i padri dai figli, i giovani dagli anziani, gli italiani del nord dagli italiani del sud.
La sinistra vede nemici ovunque. Noi vediamo ovunque dei simili, come noi.
Pur affrontando difficoltà enormi, ci siamo sempre preoccupati del benessere di tutti gli italiani, senza distinzioni tra destra e sinistra.
Perché il governo è il governo di tutti gli italiani, non soltanto di chi lo ha votato. Questa è la vera moralità della politica.
Noi vogliamo un’Italia di persone libere e responsabili, in grado di prendere in mano il loro futuro, di potersi scegliere un buon lavoro, di far crescere i figli secondo i propri valori e le proprie idee.
Noi vogliamo una società nella quale tutti i giovani, senza distinzione di ceto sociale, vadano a scuola per conseguire un diploma o una laurea di qualità. Vogliamo una società nella quale i giovani abbiano un lavoro, che permetta loro di essere subito indipendenti e di formarsi una famiglia.
Noi vogliamo una società nella quale nessuno rimanga indietro. Perché ogni persona ha un valore inestimabile, e perché il benessere di ogni cittadino significa il benessere di tutti i cittadini, il benessere di tutta la società.
Noi vogliamo una economia forte e vitale, fondata su imprese moderne ed efficienti, sulla creatività e sull’innovazione, perché senza crescita economica non si possono risolvere i problemi sociali e non si possono garantire a tutti i cittadini i servizi ai quali hanno diritto.
Noi crediamo che il tempo in cui viviamo imponga un cambiamento di rotta. Se non cambiamo, e in fretta, sarà infatti la realtà a cambiarci in peggio.
Noi ci richiamiamo alla più grande forza politica europea, il Partito dei Popoli europei (The European People’s Party), e con essa condividiamo un’idea spirituale dell’Europa: l’idea dei padri fondatori, che è all’origine stessa dell’Europa.
Abbiamo un lungo cammino davanti a noi. Un cammino di impegno civile, in cui diritti e doveri si ricongiungono come facce di una stessa medaglia.
Chiediamo il sostegno di tutti gli italiani, di tutte le donne e di tutti gli uomini che amano la libertà e che vogliono restare liberi, chiediamo il loro voto per garantire questi valori e per realizzare il nostro programma.

domenica 1 marzo 2009

Galeazzo Bignami sostiene la candidatura di Alfredo Cazzola a Sindaco di Bologna

Galeazzo Bignami sostiene la candidatura di Alfredo Cazzola a Sindaco di Bologna.
Venerdì mattina (27/02) presso Palazzo D'Accursio si è svolta la conferenza stampa dei vertici regionali del Popolo delle Libertà con cui si è ufficializzato l'appoggio all'ex patron del Bologna. Una notizia già circolata nei giorni scorsi che tuttavia ha trovato conferma nel via libera del Presidente Berlusconi, arrivato nei giorni scorsi.
"Si tratta di un'importante chance per Bologna e per tutta la realtà provinciale, da sfruttare appieno per rilanciare la nostra città dopo cinque anni di esperienza Cofferati. Un'esperienza che trova in Del Bono una continuità ideale e amministrativa. Se sapremo sfruttuare questa opportunità, Bologna potrà tornare ai vertici della vita economica e sociale nazionale" il commento di Bignami che prosegue. "Certamente Alfredo Cazzola si presenta come lontano dalla politica e dai partiti. Siamo quindi consapevoli che l'appoggio del PdL giunge ad un candidato civico, giustamente geloso della sua civicità. Tuttavia riteniamo un dovere dei partiti che realmente tengono a cuore le sorti di Bologna offrire un proprio contributo di idee, uomini e progetti. In tal senso mi auguro che i nostri elettori sostengano questa scelta".

Per partecipare attivamente alla campagna elettorale, invia una mail a mariaruna.bignami@libero.it

domenica 12 ottobre 2008

Presentazione

Finalmente un blog del Popolo delle Libertà per il Quartiere San Donato. Questo blog è per tutte quelle persone che sono stanche di come viene governato il quartiere, che sono stanche di questo modo di fare politica, solo una parte contro l'altra e mai a favore di qualcuno... E chi ci rimette sono sempre i cittadini. Noi diciamo basta, e facciamo politica per cambiare; seguiteci e ve lo dimostreremo.
Con questo blog vogliamo condividere le nostrei idee e politiche per il territorio, con voi. Tenervi aggiornati su manifestazioni, volantinaggi e banchetti che faremo sul territorio e costruire insieme il futuro del nostro quartiere e della nostra città.
Scrivete all'indirizzo mail per segnalare casi di degrado o per aver aggiornamenti su i prossimi appuntamenti.
governoberlusconi.it