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domenica 12 luglio 2009

RAID NOTTURNO IN VIA SAN DONATO

Pubblico l'articolo de il Resto del Carlino comparso il 12/07 su i fatti della notte tra 11/07 e il 12/07.
Aggiungo le foto da me fatte sul luogo.

“Bloccare quando meno se l’aspett”. Queste la frase, evidentemente incompleta, che si puo’ leggere sull’asfalto di via San Donato nel punto in cui questa notte e’ stata incendiata una fila di pneumatici e sono state danneggiate le vetrine di due banche. Pochi metri piu’ in la’, sempre sull’asfalto, la “A” cerchiata simbolo dell’anarchia. Sulla carreggiata le tracce del rogo sono ancora visibili, cosi’ come i danneggiamenti alle banche. Quattro vetrine Unicredit crepate sul lato che da’ su via Gherardi e un’altra, quella dell’ingresso su via San Donato, anche imbrattata di vernice nera cosi’ come il bancomat. Due le vetrine danneggiate alla vicina filiale Carisbo. Sui muri intorno, tra cui quello del cortiletto della Carisbo, diverse scritte “Nicu libero”.

Ovvero Roman Nikusor, anarchico del circolo Fuoriluogo arrestato il 26 maggio per aver resistito ad un controllo della Digos e condannato in direttissima a sei mesi di carcere. Da allora il suo nome e’ finito sui muri di mezza citta’ e al centro di diverse iniziative di solidarieta’. Alcune di quelle intorno al luogo del raid di questa notte sono sicuramente vecchie di giorni, altre sono piu’ recenti. A firmarle sempre la “A” cerchiata, in alcuni casi in versione piu’ articolata: il cerchio diventa infatti la sagoma di una bomba con la miccia accesa. Poco distante, sul muro che costeggia il circolo San Donato del Pd, la scritta “L’Onda non si arresta”. Ma in questo caso il simbolo utilizzato (una saetta cerchiata) non e’ riconducibile all’area anarchica.

Nel frattempo la Procura di Bologna ha gia’ chiesto la convalida dell’arresto dei due ragazzi fermati questa notte subito dopo l’azione in San Donato (Mattia De Santis, 22enne originario di Ascoli Piceno, e Robert Ferro, 23enne di Bolzano), accusati di danneggiamento aggravato in concorso, danneggiamento seguito da incendio, imbrattamento e deturpamento. In piazza Trento e Trieste si conferma che il raid notturno ha prodotto una situazione di pericolo, con fiamme alte due metri che impedivano la circolazione su via San Donato. Le iniziative in solidarieta’ a Nikusor, intanto, si spostano da Bologna al carcere di Sollicciano, in provincia di Firenze, dove l’anarchico e’ stato trasferito. Un volantino a firma di “anarchici bolognesi”, infatti, e’ comparso qualche giorno fa sui muri della zona universitaria per promuovere domani un presidio a Sollicciano con “musica e microfono aperto per salutare i detenuti, contro il carcere e in solidarieta’ a Nicu”. Lo stesso manifesto pubblicizza il presidio svolto giovedi’ alla Dozza contro l’arresto degli studenti dell’Onda, e la scritta “La solidarieta’ e’ un’arma, puntiamola contro il nemico” circonda l’immagine di fiamme che si levano dalla finestra di un carcere. Nel testo si invita a “difendere assieme ai compagni le pratiche per le quali sono stati arrestati”, perche’ “diversificare ed allargare la solidarieta’ e’ il modo migliore per rilanciare le lotte”.

A Sollicciano, pero’, Nikusor verra’ raggiunto anche da una richiesta di rinvio a giudizio per un presidio svolto il 3 marzo scorso sotto il Cie di via Mattei. Dieci attivisti di Fuoriluogo sono accusati di manifestazione non autorizzata, Nikusor e un altro anche di imbrattamento (per aver tracciato alcune scritte sui muri del Cie) e violenza privata, in quanto spintono’ e minaccio’ un fotografo.










lunedì 4 maggio 2009

Una città nella città: Il Pilastro.

Spesso mi sono posto una domanda: ma il Pilastro è San Donato?
La risposta sarebbe palese se la domanda fosse un’ingenua curiosità, ma non lo è, e la curiosità è scoprire quanto dei problemi che affliggono il ben noto complesso edilizio, sono gli stessi del quartiere dove opero ormai da tempo.
In verità già la collocazione del ben noto “Virgolone”, al di là della tangenziale, lo estrania dal contesto cittadino bolognese, scelta fatta con il progetto architettonico originale che lo voleva indipendente dal resto della città, e difatti c’è una chiesa, scuole, uno dei primi centri commerciali bolognesi con l’effetto di una “città nella città”. Adesso noi lo vediamo come un fallimento architettonico mondiale, ma di certo in questi 40 anni, da quando cioè fu terminato l’intero progetto, non è stato fatto molto per cambiare le cose e ridurre l’isolamento.
Il tema del degrado e del rinnovamento strutturale sono temi centrali, combattere il primo e investire nel secondo per molti anni è significato solo popolare gli appartamenti, poiché dove ci sono molte persone c’è sviluppo economico, e con il tempo la sensazione di abbandono ed isolamento prima o poi svanisce.
Di questo quanto stato? In questi due anni di banchetti in via Pirandello le persone con cui si scambia due chiacchiere più volte ci parlano di quanto è peggiorato la questione sicurezza: zingari ed extracomunitari, alcuni addirittura irregolari, spopolano un po’ ovunque. Li si trova nel giardino vicino al chiosco dei gelati in via Pirandello dove hanno costruito una baracca, e sono in tutte le roulette o camper che a decine gironzolano per le strade. E quando si fermano lì al supermercato infastidiscono pure no. Oppure, meglio ancora, sono in appartamenti “regalati” dal quartiere. Ma il quartiere cosa fa? Progetta box per cavalli dal costo improponibile oppure concede a non si sa bene chi un locale all’interno del centro commerciale, senza nemmeno chiedere affitto o controllare le attività che vi si svolgono. Probabilmente lo spazio ricreativo è l’ideale per fumare e bere, e lì l’unico fastidio è il rumore delle macchine che gonfiano i giochi per bambini lì davanti, tanto da chiedere al gestore di spegnerle.
Ma in fondo, viene da dirsi che questi problemi li vediamo solo noi; perché noi siamo i soliti arroganti politici di destra che si lamentano di tutto e fanno apparire il degrado e l’insicurezza ovunque. La realtà è che dovremmo chiederci come ha fatto una signora poco tempo fa: “Ma questo degrado dov’è?”

martedì 3 marzo 2009

Passeggiate per Bologna

Continuano le nostre passeggiate per la sicurezza della nostra città, organizzate in una associazione, nate in un contesta di Alleanza Nazionale, in maniera discreta e senza fare propaganda e pubblicità anche se ogni tanto si aggregano giornalisti.
Vi allego un link di un video girato Martedì 24/02 dove un piccola troupe di giornalisti si è unita alle nostre consuete passeggiate.
Se siete interessati o volete partecipare scrivetemi a mariaruna.bignami@libero.it

http://www.lastefani.it/settimanale/video.php?directory=090226&dirvideo=videoronde
governoberlusconi.it